Crociera in Polinesia: le isole del mito

Dopo aver tanto sognato questo momento finalmente in Polinesia, il mito dei mari del sud , l’emisfero australe dove tutto gira al contrario che da noi e questi colori e questa luce che ti riempie gli occhi. Una scarica di adrenalina pura .

Il Capitano è venuto a prenderci in aeroporto a Raiatea, lui ci vive qui da oramai 14 anni , eccolo là , con l’immancabile bocciolo di tiar sull’orecchio che ci saluta sorridendo. Come avrà fatto a riconoscerci ? Forse siamo palesemente italiani ! Ludovica, la nostroma, ci aspetta in barca.

Faremo 9gg di crociera sul Gulliver nelle Isole sottovento e poi come da consiglio del Capitano un’altra settimana alle Tuamotu per conoscere la realtà degli atolli ma, questa volta, soggiornando in pensioni locali o petit hotellerie. Andremo prima a Rangiroa e poi a Fakarava che a quanto dice sempre il Capitano è bellissima e non a caso dichiarata riserva della biosfera dall’Unesco.

Il capitan Michele ama la Polinesia dal di dentro e non c’è ricerca su Google sulla Polinesia che non includa qualche suo scritto o consiglio . Ma andiamo per ordine.

Questa prima giornata non è proprio una giornata di crociera ma una giornata di scoperta, per realizzare dove siamo, i polinesiani, la loro cultura, la storia è un viaggio nel viaggio appunto.

Con un’auto facciamo una escursione al villaggio di Uturoa, mangiamo da un’amica del Capitano che gestisce una originale cucina cino-polinesiana e poi alla scoperta dell’isola seguendo la strada che la circonda. Le piantagioni di tar, banane, rambutan , papaie, ananas ( che crescono per terra per chi come me non lo sapeva) ed ogni ben di Dio .

Vallate e montagne con cascate , piccoli fiumiciattoli dove vivono le anguille sacre lunghe fino a 2 metri, le vestigia dei Marae ed in particolare quello di Taputapuatea, il più importante di tutto il pacifico sud . Un’altra Polinesia che non si vede nei depliant . Questo è anche uno dei motivi per i quali abbiamo scelto questa crociera.

La sera, con montagne di informazioni che ronzano nel cervello ci sediamo a tavola nel quadrato del Gulliver . La nostroma ha preparato Gamberi saltati con broccoli e zenzero, riso di Camargue , insalata di papaia verde e macedonia di frutta locale con latte di cocco e vaniglia . Che dire.

Il Capitano ci sveglia con una dolce melodia polinesiana e ci avverte che la colazione è pronta. Non è una colazione è un trionfo di frutta con yogurt preparato in barca dalla nostroma e l’immancabile nutella .

La mattina, partenza per Huahine uscendo dalla Pass Teavapiti che è la pass principale di Raiatea e che guarda giusto sulla nostra destinazione. Michele ci fa notare il profilo di Huahine , una donna allungata sul mare incinta. In neffetti in Polinesiano Vahine vuol dire donna, femmina.

Navigazione con mare e vento al traverso, navigazione piacevole e veloce che ci fa entrare nella Pass giusto di fronte al villaggio principale Fare. Ancoriamo lì vicino in 5 metri d’acqua dai colori che vanno dall’azzurro al turchese. Un bagno ristoratore, una matriciana e scendiamo a terra con il gulliverino ( il nostro dinghi) alla scoperta del villaggio. Solo passeggiando nell’unica stradina del villaggio con qualche negozio qua e la ti rendi conto del perchè questa isola viene chiamata L’authentique.

La polinesia con i ritmi dei mari del sud ! In serata raggiungiamo l’altra baia a sud la baia di Haapu ed ancoriamo in 8 metri con un buon fondo di sabbia. Solo la mattina ci rendiamo conto del paradiso in cui siamo . Da una parte la laguna bassa che va verso il reef con patate di corallo multicolore e multiforme e dall’altra delle spiagge bianche dove spicca un piccolo hotel famigliare con qualche bungalow che da direttamente sulla spiaggia. Giornata dedicata totalmente allo snorkeling ed alla scoperta di questa parte dell’isola . Meraviglioso . Domattina ripercorriamo tutta la laguna interna fino ad arrivare quasi al villaggio ed usciamo di nuovo in oceano per dirigerci verso Tahaa . Anche in questo caso una bella traversata con vento quasi di poppa ed onda moderata.

Entriamo a Tahaa dalla Pass Toahotu , vicino al mot Serran ed entrando vediamo la profonda baia dove ancoreremo per la notte, giusto di fronte all’Hibiscus.

Ci ancoriamo vicino a questo motu . Ci si tuffa tutti in questa trasparenza e viene voglia di gridare per la gioia . In gommone andiamo sul mot ( isoletta di barriera) e chi voleva un po di spiaggia bianca è accontentato . Questo devo dire che è la tipica cartolina della Polinesia: isoletta con le palme ed un po di spiaggia, tutto intorno un basso fondale dai colori turchesi che man mano sfumano sul blu in lontananza, venticello fresco e qualcuno a caso, leggi il Capitano, che ci apre qualche cocco verde da bere.

Si può desiderare altro? Si torna in barca, doccia e . pronto in tavolaaa , non vi sto a raccontare del poisson cru au lait de coc , bisogna mangiarlo per crederci . Non tiriamo neppure su le vele e dopo una mezz’ora siamo nella Baia di Hamen . Ancoriamo davanti all’Hibiscus e dal pontile il buon Leo, il protettore delle tartarughe ci saluta. Scendiamo a terra, beviamo qualcosa al bar nel mentre Michele cerca di capire da Leo se c’è una tartaruga in buona salute da liberare … domani mattina possiamo adottare una tartaruga e liberarla in mare .

Non sappiamo ancora quale sarà ma passando davanti al piccolo bacino dove ci sono 5 tartarughe che nuotano sappiamo che una di loro domani sarà di nuovo in mare aperto.

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