Socotra: un tuffo in un altro mondo

Sono stata a Socotra 4 volte, e sempre la lascio con il rimpianto di non averla ancora visitata bene.

Cosa rende questa piccola isola così speciale?

Non saprei dare delle vere priorità, ma sostanzialmente ci sono due aspetti che ritengo fondamentali:
– la natura incontaminata, prorompente che con il susseguirsi delle diverse stagioni e il costante caldo, impone ritmi di vita lenti, a misura d’uomo, ormai dimenticati nel Paese in cui vivo;
– una cultura estremamente tradizionalista, nel rispetto dell’Islam, con il mondo degli uomini che gestisce le relazioni con l’esterno, in particolare il turismo, e il segretissimo mondo delle donne, custodi della vita domestica.

A prima vista Socotra colpisce per il contrasto di colori tra il mare azzurro, trasparente, mosso dalla schiuma delle onde e la terra, arida, bruciata, a volte un po’ più verde e colorata dai fiori delle varie piante endemiche. Poi pian piano si scopre che le aride pietre color ocra nascondono una miriade di casette, villaggi disseminati su tutta l’isola, dalle coste alle montagne. Sono recinti in pietra viva, che da lontano appunto nemmeno si notano, e se non fosse per i numerosi bambini che di tanto in tanto compaiono sulle strade desertiche, il turista non potrebbe mai immaginarne la presenza.

La necessità di proteggersi dal vento e dal caldo, congiuntamente con la cultura islamica, ha fatto in modo che queste mura proteggano la vita familiare, che rimane anche oggi lontano dalle attività di turismo che pian piano si stanno sviluppando sull’isola.

Come arrivare a Socotra? ovviamente in aereo da Sana’a o Sharjah, in quanto non esistono traghetti… quello che viene considerato il porto non è altro che un massiccio molo, utilizzato per navi cargo e non di grosse dimensioni. Il volo si acquista direttamente dalle agenzie locali.

Cosa vedere a Socotra? Il tour classico, da 7 a 10 giorni, consente di esplorare le coste, sia a nord (non fatevi mancare Qalansyia, Arher, Delisha), sia a sud (Amak), e la parte interna, in particoalre gli altipiani di Dixam e Momi con i numeoris wadi che spesso formano refrigerenti piscine naturali, contornate da palme . I trek non sono particolarmente impegnativi (Homil, Hoq cave) e li consiglio anche ai più pigri in quanto consentono di vedere l’isola da punti panoramici che lasciano senza fiato.

Per i più esperti di montagna invece è imperdibile l’area di Skand.

Cosa portare a Socotra? un costume, la crema solare, un buon paio di sandali (parte della costa ha scoglio) e di scarpe trek (anche aperte ma meglio suola vibram) e un cambio informale. Per le donne non è necessario usare abbigliamento particolare, ma è apprezzato che fuori dalla spiaggia, quando si mangia o si visita l’affollata città di Hadibo, le gambe e le spalle siano coperte.

Ultimo “tip”: visitare l’isola in Luglio-Agosto: i colori sono un po’ sacrificati, ma la straordinaria forza del vento e i ritmi scanditi dal Ramadam, renderanno la vostra vacanza ancora più indimenticabile.

Infine, come organizzarsi? Io ho provato diverse strade, la prima volta come gruppo organizzato dall’Italia e poi come viaggiatrice indipendente.

Oggi vi consiglio di viaggiare come indipendenti, appoggiandovi alle agenzie locali (contattatemi senza problemi per info) per un coerente aiuto allo sviluppo e alla sopravvivenza dell’isola (turismo sostenibile): non cercate di abbassare il prezzo all’inverosimile, quando sarete ad Hadibo, la capitale, vi renderete conto che quei pochi dollari che per voi sono niente, possono fare una grande differenza sulla vita di molti Socotriani.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *